Ci siamo conosciuti nel 2018 a Sorrento, in occasione della V edizione di HoReCoast, la prima fiera evento nel Sud Italia dedicata ai professionisti del mondo Horeca. È definito l’“artigiano del breakfast” perché con i suoi metodi, le sue idee ed i suoi suggerimenti riesce a rendere il momento della prima colazione un punto di forza ed un valore aggiunto. I suoi corsi, in giro per tutta Italia, richiamano l’attenzione e la partecipazione di numerosi operatori dell’accoglienza e dell’ospitalità.

Stiamo parlando di Gaetano Barbuto, consulente per breakfast e buffet in Teamwork, proclamato nel 2000 da Bar Giornale «l’artefice della miglior colazione dell’anno».
In questo nuovo appuntamento settimanale con la rubrica #noipervoi di MTN Company, con Gaetano Barbuto abbiamo discusso delle prospettive per il rilancio del turismo in Italia a seguito dell’emergenza da Covid-19, della misura in cui cambieranno i concetti di ospitalità ed accoglienza e dei nuovi progetti a cui sta lavorando e che presenterà nella prossima edizione di HoReCoast 2020, in programma il 10 e 11 novembre a Paestum (Sa).

Buona lettura!

Ciao Gaetano, come hai trascorso questo periodo di lockdown e come ti stai preparando alla ripresa?
Il periodo di emergenza sanitaria lo sto vivendo un po’ come tutti, dedicando più tempo alla mia famiglia e a me stesso. Sto facendo della gran ginnastica, che fatica! In questo periodo ho avuto modo di riflettere a lungo e di studiare in particolar modo la “ripresa”. Perché di ripresa si deve parlare. Ho modulato più progetti operativi da proporre al mondo dell’ospitalità “proiettati al futuro”, in termini di procedure, attrezzature e gestione dell’ospite, al fine di non far buttare quattrini invano all’albergatore.

Il settore del turismo è tra quelli che ha avuto la peggio con questa pandemia da Covid-19. Come pensi possa rilanciarsi il settore del turismo in Italia?
Beh, questa domanda non è per niente semplice da rispondere. Il turismo in Italia può essere rilanciato attraverso investimenti sulla riqualificazione delle strutture e sull’innovazione a tutto tondo portate anche dalla tecnologia, dai servizi e dalla comunicazione. Senza dimenticare, però, le nostre tradizioni, che – in simbiosi con il nostro territorio – danno vita ad un’alchimia unica al mondo.
L’investimento più grande sarà la formazione del personale: l’obiettivo dei prossimi 10 anni è “creare Atleti dell’ospitalità”, capaci di sorprendere ogni prevedibile aspettativa. La percezione avuta prima dell’emergenza sanitaria era quella di una caduta libera nel settore, ovvero difficoltà serie nel trovare professionisti appassionati e tecnicamente qualificati. Le aziende, offrendoci del lavoro, offrono a noi la dignità sociale. Rientrata l’emergenza, la sfida più grande sarà quella di investire nel capitale umano!

Come e cosa cambierà nel mondo dell’ospitalità?
Credo si cambierà in meglio, nel senso che ci sarà maggiore consapevolezza nei valori e nelle relazioni. Dovranno cambiare diverse procedure operative all’interno del settore e delle strutture, mettendo al primo posto gli ospiti che verranno a visitare il nostro bel Paese.
“BENESSERE DELLA MIA AZIENDA E SERENITÀ DEL MIO POSTO DI LAVORO”:… ma questa è un’altra storia! Innovazione sarà la parola d’ordine, perseguibile mediante la riqualificazione dei servizi, offrendo nuove opportunità di mercato e generando nuovi posti di lavoro.

A quali progetti stai lavorando?
Sto lavorando su più fronti. In primis, alla progettazione di una formula a show cooking in sala che parta dal breakfast e continui con il brunch, sino all’aperitivo. Credo che sia il format per i prossimi 10 anni almeno. Sto lavorando anche a dei menu diversi per una colazione a la carte’ equilibrata. Inoltre, sto studiando nuove formule di formazione di accoglienza ed ospitalità degli operatori di sala e nuove tendenze di ristorazione alternativa, come il delivery in spiaggia o il pic nic “colazione negli ulivi”. La mia idea è quella di creare – attraverso la figura dell’artigiano del breakfast – nuovi posti di lavoro, al fine di essere dei facilitatori per le aziende.

Che ricordo ti sei portato via dalla partecipazione all’edizione 2018 di HoReCoast a Sorrento? Sei pronto per l’edizione di novembre 2020 che si terrà a Paestum?
Dall’esperienza di HoReCoast a Sorrento ne conservo un caro ricordo. Grazie agli organizzatori, le aziende Lamberti Food, De Luca Attrezzature per la ristorazione e MTN Company, ho avuto la possibilità di conoscere e confrontarmi con i professionisti della Penisola Sorrentina, e non solo. Ne sono rimasto arricchito ed affascinato. Non vedo l’ora che arrivi novembre per vederci a Paestum e condividere linee guida, progetti e tendenze che matureremo da qui all’autunno.

Quale augurio fai a te stesso ed a tutti gli operatori del mondo Horeca?
L’augurio che faccio a tutti noi è quello di pensare alla ripartenza in modo propositivo, vivendo ogni giorno – nelle aziende, nelle nostre famiglie e nella collettività – come se fosse il 25 dicembre, ossia vivere ogni giorno per costruire un mondo migliore. Andrà tutto bene. Un caro saluto a chi, come me, ama l’Italia.

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