Successi, delusioni. Strette di mano, addii. Nuove sfide, progetti rivisti. La vita è una continua altalena, bisogna solo saper trovare il giusto equilibrio. Bisogna giocare d’attacco, perché «se resti sempre in difesa, prima o poi il gol lo subisci», amano dire gli amanti del calcio.

E la vita lavorativa di un’agenzia di comunicazione, spesso, è una metafora di un rettangolo di gioco. Si scende in campo tutti insieme, con un unico obiettivo: vincere. Ognuno gioca il proprio ruolo, interpretandolo al meglio. C’è un capitano che da’ carisma ed esperienza. Ci può essere qualcuno che fa la differenza, ma che da solo non può vincere tutte le partite. È la coralità del gruppo che ti porta ai risultati sperati. Ci stanno, certo, gli infortuni, qualche défaillance, ma chi subentra non fa rimpiangere chi viene sostituito.

A lui piace giocare d’attacco. Da’ carisma alla squadra. L’ha plasmata profondendo il suo saper fare e la sua esperienza. Un’esperienza ultraventennale che lo fortifica e lo pone spesso un passo avanti agli altri.

Nel 2020 saranno esattamente 19 gli anni che lo vedono alla guida della MTN Company, l’agenzia di comunicazione avviata agli inizi del nuovo millennio. Ma lui, il CEO, Carmine D’Alessio, “naviga in rete” dal 1995, «quando, con la società Microsys Informatica, attaccammo i primi fili per la connessione Cava de’ Tirreni – Milano dall’ufficio che all’epoca avevamo al Corso Umberto I», come ama ricordare quando gli si chiede degli inizi della sua carriera professionale.

Nel settembre del 2001, a Milano, nell’ambito dell’Internet Expo, nasceva MTN, integrated solution for the next millenium. «Ne abbiamo fatta di strada da quel giorno – spiega Carmine D’AlessioUna strada che ci ha portati nel tempo a specializzarci in sviluppo e web design, branding, strategia e creatività, social e marketing, editoria e advertising. Tanto da posizionarci, già dal secondo decennio del 2000, come un’agenzia di comunicazione integrata».

Integrata perché tutto viene svolto internamente. 20 ragazzi, dalle 9.30 del mattino alle 18.30 di sera, dal lunedì al venerdì, si ritrovano presso la sede di Corso Mazzini 22, a Cava de’ Tirreni. Ognuno ha una propria specializzazione. C’è chi si occupa di web, chi di marketing, chi di grafica, chi di social media marketing, chi di organizzazione e gestione di eventi e di ufficio stampa. «Da sempre ritengo che sviluppare internamente tutte queste funzioni rappresenti un plus – dichiara D’AlessioPerché, a differenza di altre agenzie o presunte tali, abbiamo la capacità di seguire il cliente in tutte le fasi, producendo un effetto comunicativo coerente ed efficace. Sicuramente – aggiunge – il fatto di trovarci al Sud Italia ci penalizza, perché non sempre è agevole guidare un’impresa di oltre 20 persone. Fossimo stati a Milano, per esempio, la storia sarebbe stata di gran lunga diversa. E questo anche per la percezione dei clienti. Ma va bene così. Giochiamo d’attacco e guardiamo sempre avanti perseguendo la strada della comunicazione integrata».

20 ragazzi diceva prima. Quanti ne avrà conosciuti nella sua carriera professionale?
«Intesi come collaboratori, sinceramente avrò perso il conto. Diverse centinaia sicuramente, ma non mi fermo a contare, se no “rischio” di arrivare anche a un migliaio. E molti, tra questi, ora me li ritrovo anche come competitor. Ma per me, paradossalmente, questo è anche motivo d’orgoglio, perché significa aver seminato bene».

Cosa le hanno lasciato queste esperienze?
«Di recente ho scoperto che in giro parecchi mi definiscono “un grande scopritore di talenti”. È simpatica come cosa. Ma in effetti hanno ragione: ho avviato al mestiere della comunicazione tanti giovani ragazzi e ragazze, alcuni dei quali oggi sono in giro per l’Italia. Mi ritengo una persona ottimista, qualcun altro direbbe un visionario. Dipende da che punto di vista si guardano le cose. Io voglio vederle dal lato positivo. Perché nonostante le diverse delusioni lavorative e collaborative che si possono ricevere, sono sempre disponibile a dare me stesso con chi è rispettoso ed educato».

Come crede sia cambiato il mondo della comunicazione in questi 20 anni?
«Internet ha radicalmente cambiato i tempi e i modi della comunicazione, questo è risaputo. L’avvento delle nuove tecnologie ha modificato il modo in cui comunichiamo e anche i contenuti che scegliamo di condividere con gli altri. Le stories su Instagram, i post su Facebook, i video di Youtube, raccontano con diversi metodi la nostra realtà e chiunque, in qualunque parte del mondo, può vedere tutto e sapere tutto. Questo è il potere della comunicazione nei social network. A fare la differenza, però, ritengo sia sempre la capacità di gestire questi flussi di comunicazione in maniera professionale e non avventurarsi in “improvvisatori” o “postini”, come definisco chi “azzecca post sui social”. Dietro ci deve essere sempre una strategia di comunicazione di lunga visione, un piano strategico che guidi una realtà aziendale nelle diverse attività di comunicazione, capace di far rientrare anche quel che può sembrare un semplice post sul feed di Instagram o sulla fan page di Facebook, per fare un esempio, come coerente al piano di comunicazione aziendale».

Quali sono gli obiettivi a breve e lungo termine che si è proposto?
«Dopo oltre 20 anni, io sono ancora qua! A qualcuno potrà far piacere, ad altri meno. Questo per dire che, insieme alla valida squadra di collaboratori della MTN Company, ai quali rivolgo un grandissimo in bocca al lupo per tutto ciò che ci attenderà, continuerò a cavalcare le sfide del mercato per cercare di essere sempre un passo avanti agli altri, portatore di innovazione ed “evangelizzatore” di un Mondo Tutto Nuovo. Continuerò a farmi guidare dal “cuore”, che è creatività, estro, passione, fantasia. E la soddisfazione più grande è tramutare questa intelligenza emotiva in progetti concreti e risultati tangibili per le aziende che si affidano a noi.
Tra i miei obiettivi, inoltre, c’è quello di dare vita ad una Fondazione per bambini affetti dalla patologia dell’autismo. Il mio desiderio più grande è creare un ambiente nel quale possano sviluppare le loro potenzialità, nella tutela dei loro diritti fondamentali. Per questo sono aperto a chiunque voglia sostenere questo progetto della Fondazione, così da dare – una volta per tutte – una svolta decisiva al problema del “dopo di noi”, che – ahimè – attanaglia genitori e famiglie che vivono quotidianamente questa patologia».

Quale augurio sente di rivolgere a tutti, soprattutto in vista delle imminenti festività natalizie?
Il mio augurio è semplice, ma significativo. Non voglio augurare né Buon Natale né Buone Feste. Ma Buona Vita a tutti, nella speranza che ognuno trovi la sua felicità».