La sua è una di quelle storie che fanno venire i brividi. Tra i più grandi campioni della storia del pugilato italiano di sempre, grazie alla determinazione di chi crede nel suo “sogno” è riuscito a passare da una piccola palestra dei Quartieri Spagnoli di Napoli all’oro olimpico (Mosca 1980) prima ed al titolo mondiale (1986) poi.

Dalla presentazione del suo primo lavoro editoriale, Sparviero, del dicembre 2014 a Cava de’ Tirreni (Sa) ne ha fatto di strada. Oggi lo rincontriamo virtualmente per la rubrica #noipervoi di MTN Company e con lui abbiamo parlato di “sogni” e di come affrontare al meglio questo periodo di lockdown. Gli abbiamo anche chiesto come prepararci per la ripartenza e quale fosse la sua idea sulla ripresa delle attività sportive.
Buona lettura!

Ciao Patrizio, come te la stai passando in questo periodo e come ti “mantieni in allenamento”?
Ad essere sincero, questo periodo si è rilevato essere una buona occasione per trascorrere più tempo con la famiglia e per avere più dialogo con le mie figlie, anche se con le prime due solo in videochiamata, dato che Alessandra – la primogenita – è in Ghana all’ambasciata italiana con il ruolo di vice Ambasciatrice, mentre la seconda, Marzia, vive con il proprio fidanzato ed entrambi sono impiegati negli uffici della MSC. Con la terza, Martina, invece, trascorro più tempo: lavora con me nella mia palestra, la coinvolgo nei miei allenamenti quotidiani a corpo libero e facciamo anche dei circuiti a casa. Con mia moglie Nilia, invece, ci divertiamo a cucinare come fanno in molti in questo drammatico momento.

Tu che di “riprese” te ne intendi, cosa ci dobbiamo aspettare nel prossimo futuro e come possiamo farci trovare preparati?
Prima di tutto dobbiamo dimostrare di essere resilienti. La vita ci mette quotidianamente di fronte a difficoltà e problemi, ma dobbiamo essere sempre capaci di trovare la forza di reagire. Capisco che non è facile, ma piangersi addosso non risolverà il problema. Quindi, con resilienza, aspettiamo il momento in cui sarà possibile tornare alla normalità facendoci trovare più forti di prima.

In questo periodo di lockdown abbiamo molto tempo a disposizione per pensare, e molto spesso i pensieri si possono trasformare in “sogni”. Tu hai un nuovo “sogno” da realizzare?
Sì, è vero. Ho dedicato molto tempo alle prove dei miei prossimi spettacoli teatrali facendo delle videochiamate con lo staff. Ne ho approfittato anche per scrivere un libro sulla tecnica e sulla preparazione atletica del pugilato. Non me ne sono stato con le mani in mano, come si dice.

Quanto all’ambito sportivo, pensi sia giusto ripartire con le attività agonistiche, e come?
La cosa primaria è salvaguardare la nostra salute, sconfiggendo il Covid-19. Quando avremo il via libera dovranno ripartire tutti gli sport. E questo sarà possibile solo se non abbassiamo la “guardia” specie in questa fase molto delicata.

In conclusione di questa bella chiacchierata, quale augurio fai a te stesso ed agli altri?
L’augurio lo faccio all’intera umanità: dato che questa pandemia ci ha fatto capire che la vita può finire all’improvviso, come è successo alle migliaia di persone vittime del Covid-19, non dobbiamo affannarci alla corsa al potere, ma dobbiamo mettere più passione in quello che facciamo.

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