Situazione imprenditoriale, strategie di rilancio per il turismo e indicazioni per affrontare la “Fase 2”. Per la rubrica #noipervoi di MTN Company abbiamo intervistato Andrea Prete, Presidente di Confindustria Salerno.
Focus – inevitabile – della chiacchierata la situazione d’emergenza sanitaria ed economica legata al Covid-19, che stiamo vivendo in quest’ultimo periodo. Insufficienza delle misure economiche governative, indisponibilità economica e paura delle famiglie per le vacanze e prudenza per la ripresa delle attività i concetti chiave del suo intervento.
Buona lettura!

Allo stato dell’arte, ritiene che le misure del Governo a sostegno delle imprese in difficoltà economico-finanziaria siano sufficienti per affrontare e superare questa situazione di emergenza?
Per aiutare famiglie e imprese ad affrontare l’impatto dell’emergenza Coronavirus, il governo ha messo in campo risorse interessanti e necessarie – penso al Cura Italia e al Decreto Liquidità – che ci auguriamo non scontino rallentamenti nelle erogazioni a causa di vincoli burocratici. Temo, però, che le misure, seppur adeguate, non siano sufficienti. Occorrerebbero soldi per tutti. Siamo di fronte, infatti, a un’emergenza globale che sta determinando – stando alle ultime rilevazioni della Banca d’Italia – una caduta del Pil attorno al 5% nel primo trimestre dell’anno, con un ribasso della produzione industriale del 6% e del 15% nel solo mese di marzo. Bene, quindi, il supporto finanziario per superare questo momento, ma credo sia innegabile dirci che l’emergenza economica legata al Coronavirus non terminerà certo a maggio, o a settembre, e che il calo del giro d’affari sarà drammatico.

Il settore del turismo è tra quelli che maggiormente paga dazio per il Coronavirus, pensando – ad esempio – alle innumerevoli disdette verificatesi. Quale strategia per il rilancio crede sia percorribile?
La filiera del turismo è una delle aree economiche in assoluto più tartassate dalla pandemia: la stagione di quest’anno è in bilico e, probabilmente, si dovrà guardare al 2021 per immaginare una reale ripresa di un settore che pesa per il 13% sul Pil complessivo del Paese. È, pertanto, fin troppo facile dire quanto la filiera turistica sia cruciale per la nostra economia e fondamentale che la stessa sia sostenuta con azioni forti. Molte attività probabilmente, per quest’estate non riapriranno, con perdite non risolvibili nell’immediato. Il governo, per arginare i danni, sta lavorando per dare incentivi cospicui alle imprese turistiche e anche per aiutare le famiglie con redditi medi bassi ad andare in vacanza in Italia, sostenendo così i flussi domestici, al momento gli unici immaginabili tenuto conto che frontiere e collegamenti internazionali rimarranno bloccati finché la pandemia non sarà arretrata con decisione. Anche in questo caso, però, le misure potranno solo contenere le ripercussioni economiche negative. C’è poi da considerare anche un altro aspetto: con ogni probabilità, il turismo dei prossimi mesi sarà più “povero”, per la crisi generalizzata della nostra economia e anche perché isolamento e paura del contagio incideranno sulla scelta di fare vacanza, non solo di dove farla. Molti italiani, purtroppo, potrebbero non avere né la disponibilità economica, né la serenità necessaria per programmarla. Non vorrei fare la Cassandra, ma siamo di fronte a uno stravolgimento epocale. Pensi al prezzo del petrolio. Oscilla nelle ultime settimane tra i 5 e i 14 dollari al barile. Numeri che non si registravano da più di vent’anni e che dicono molto sull’eccezionalità del momento. Il virus in due mesi ha cambiato le nostre vite e credo che occorrerà ancora del tempo prima di abbassare la guardia sulla socialità.

In vista dell’avvicinarsi della cosiddetta “Fase 2”, qual è il suggerimento che vuole dare alle varie attività che riapriranno a breve?
Non credo che la fase due debba discostarsi troppo da quella uno, nel rispetto delle più rigide norme di auto-preservazione e di distanziamento sociale. La parola d’ordine dovrà continuare a essere la stessa: prudenza. Le indicazioni date finora dal governo sulla messa in sicurezza dei dipendenti saranno indispensabili come guida anche alla riapertura. Dovremo convivere ancora a lungo con i dispositivi di protezione individuale dentro e fuori le fabbriche per evitare i contagi. Per la stessa ragione, si dovrà incentivare il ricorso al trasporto personale, al momento l’unico in grado di garantire il distanziamento sociale. L’appello era e resta alla responsabilità del singolo e della collettività: ci salverà praticare buon senso e ragionevolezza. Solo così, pur tornando alla vita “normale”, non rischieremo di ricadere nel contagio di ritorno.

Qual è l’augurio che rivolge a tutti i settori imprenditoriali?
Ai miei colleghi dico di non mollare. Dobbiamo tenere duro, resistere e potenziare quella che è la prima dote di un imprenditore: la capacità di leggere le trasformazioni, guardando al futuro con occhi nuovi.

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