Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Francesco Gioia e Giovanni Giugliano, rispettivamente presidente e direttore del GAL Irno-Cavese “Terra è Vita”, un gruppo di azione senza scopo di lucro, che si occupa di promozione e sviluppo locale e costiero. Ne è derivata un’interessante panoramica sul settore agricolo e sulle sue infinite opportunità di emergere tra innovazione e nuove risorse.

Una full immersion per raccontare la complessità di un mondo che è il perno dell’economia del Sud Italia. E che è anche alla base del progetto campagnafelix.it, il market rivolto ad aziende agricole e piccoli produttori campani per permettere loro di vendere i loro prodotti. Con Francesco Gioia e Giovanni Giugliano ci siamo soffermati su modelli di sviluppo, strategie, obiettivi, punti di forza e di debolezza dei territori rurali. Abbiamo parlato di comunicazione e digitalizzazione che, come vedremo, sono fondamentali se si vogliono ottenere risultati sostenibili anche a lungo termine.

Di che cosa di occupa il GAL “Terra è Vita” e quali territori abbraccia?
Il GAL “Terra è Vita” crede fortemente nello sviluppo rurale consapevole, supportando la crescita di aziende e imprenditori. Visione, interconnessione e sostegno, anche finanziario, ad azioni capaci di creare crescita, risultati e impatti di largo respiro sono alla base di ogni sua iniziativa. Nel concreto il GAL si avvale del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 e di una dotazione finanziaria messa a disposizione dalla Regione Campania per favorire lo sviluppo dell’agricoltura e dei territori rurali. L’area di azione del GAL va dalla conca dell’Agro nocerino-sarnese, passa per la Valle dell’Irno e arriva sino al mare. Le città di interesse sono: Baronissi, Bracigliano, Calvanico, Cava de’ Tirreni, Fisciano, Mercato San Severino, Pellezzano, Siano e Vietri sul Mare. Si tratta di un territorio variegato che offre testimonianze di un ricco passato che oggi ha dato vita a vivaci cittadine europee orgogliose delle loro produzioni artigianali e agroalimentari uniche e tipiche. Un percorso verde fatto di acquedotti, castelli e ville, un viaggio tra storia, architettura e produzioni tipiche.

Come si impegna il GAL da lei diretto a promuovere eccellenze che vanno da produzioni artigianali ed agroalimentari ad un patrimonio naturalistico senza paragoni?
Nella valorizzazione delle realtà territoriali, le strategie adottate dal GAL partono sempre dalla considerazione delle peculiarità di ognuna di esse e per esse vengono ideate e messe in campo. Dei 6 milioni di euro di cui, come GAL disponevamo per realizzare progetti di rilancio territoriale, tutti sono stati impiegati per questo fine. Abbiamo appoggiato le aziende locali con operazioni di marketing territoriale che si sono tradotte in rilancio turistico e socio-economico. I fondi investiti sono serviti a finanziare sia misure extra-agricole (come B&B e scuole di musica) che attività agricole vere e proprie.

Quanto è importante far percepire lo sviluppo rurale come opportunità per i territori?
Trasmettere i concetti di sviluppo, innovazione e crescita nei territori in cui questi sono fortemente richiesti è ancora un’ardua sfida. C’è la necessità di far percepire che il mondo rurale non è un mondo arcaico e a sé stante, è invece una risorsa imprescindibile se si vuole investire in trasformazione e innovazione in senso più ampio. La ruralità non limita né ostacola il progresso e lo sviluppo tecnologico. Al contrario può integrarlo e quindi favorirlo. In molte città del Sud, purtroppo spesso ci si scontra con la diffidenza e la paura di non farcela. Ma sono proprio quest’ultime, e null’altro, a generare il rischio di restare ai margini, non sfruttando a pieno le potenzialità dello sviluppo globale e multisettoriale.

E quanto è importante anche il confronto con le associazioni di categoria e del terzo settore?
I GAL sono strutture private che mettono insieme pubblico e privato. In questo connubio ciò che funge da collante e aiuta la comunicazione e la cooperazione tra realtà diverse sono proprio le associazioni di categoria e del terzo settore (ne è un esempio la Sottomisura 16.9). L’obiettivo è fare rete e far dialogare i territori anche a livello internazionale (in ciò un ruolo di primo piano è svolto anche dai GAL di altri Paesi europei come Slovenia, Romania, Islanda).

Quali sono le principali strategie/linee operative messe in campo dal GAL “Terra è Vita” per la promozione dei territori e quali sono i suoi obiettivi nel futuro prossimo?
Uscire fuori dai confini è tra i principali obiettivi del GAL “Terra è Vita”. Lo abbiamo fatto, ad esempio, con: Berlino Fruit Logistica 2020, Expo Dubai, Tutto Food a Milano e con attività di cooperazione insieme ad altri Gal e consorzi. Crediamo moltissimo nel lavoro di squadra e pensiamo che gli eventi internazionali rappresentino una possibilità anche per piccole aziende e imprenditori. È in questo tipo di strategie che abbiamo investito nell’ultimo anno e continueremo su questa strada.

Venendo alle aziende agricole e ai produttori locali, crede che l’emergenza sanitaria abbia portato a un cambio di marcia avvicinando questi imprenditori al digitale?
A seguito della crisi scatenata dalla pandemia, abbiamo messo in campo diverse azioni di sostegno alla ristorazione. Ad esempio, è stato messo a disposizione il portale del GAL: galterraevita.eu perché domanda e offerta trovassero un nuovo punto di incontro. Stiamo ancora spingendo in direzione di investimenti in comunicazione e strumenti digitali, ma anche qui spesso capita che ci scontriamo con sentimenti di incertezza e timore di fallire. Il Bando 16.1.1 azione 2 ha proprio l’obiettivo di accelerare processi di innovazione di questo tipo. In generale stiamo lavorando per una strategia che sia sostenibile per i prossimi 7 anni. I problemi che riscontriamo sono per lo più ideologici, strutturali e burocratici. Sempre insieme ad altri GAL e in un’ottica di cooperazione al livello europeo, vogliamo avviare strategie di sviluppo e risoluzione di problemi insieme ai Comuni e ad altre istituzioni. L’obiettivo è fornire uno sviluppo vero, costante e senza scadenza.

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