Agricoltura eco-sostenibile, iniziative a favore dei piccoli imprenditori e prospettive post pandemia per il settore agricolo. Ne abbiamo parlato con Carlo Lanaro, amministratore unico della azienda agricola Naturissima srl e Vice Presidente della CIA Salerno (Confederazione Italiana Agricoltori).

Le tecniche di coltura e gli investimenti da adottare per ridurre l’impatto ambientale

L’agricoltura eco-sostenibile non è più una scelta discrezionale ma una scelta obbligata, tenendo conto dei protocolli di qualità per le forniture dei prodotti agricoli. I principali sistemi agricoli eco-compatibili riconosciuti sono l’agricoltura integrata e quella biologica. La lotta integrata prevede l’utilizzo di pratiche equilibrate di fertilizzazione e di irrigazione, l’utilizzo selettivo di prodotti fitosanitari, la rotazione culturale, l’utilizzo di cultivar resistenti e l’utilizzo di tecniche colturali adeguate.

La produzione biologica comprende tutte le pratiche della lotta integrata ma riducendo di tantissimo l’uso dei prodotti fitosanitari. I prodotti e le sostanze utilizzate in agricoltura biologica sono in grandissima parte di origine vegetale, animale, microbica o minerale e nel caso dei concimi e degli ammendanti, questi devono essere essenziali per ottenere o mantenere la fertilità del suolo o per soddisfare uno specifico bisogno di nutrimento delle colture.

Un altro elemento determinante è l’agricoltura di precisione 4.0. che prevede l’uso di tecnologie avanzate nella coltivazione, in maniera sinergica e interconnessa. L’innovazione permette di migliorare la sostenibilità dell’attività agricola, la qualità della produzione e l’impatto ambientale. L’interconnessione ed il monitoraggio in remoto consentono di migliorare l’efficienza e l’ottimizzazione dell’attività agricola generando una qualità e una quantità di produzione migliore con un impatto ambientale ridotto rispondendo all’obiettivo “fare di più, con meno”.

 “La Spesa in Campagna”, per la creazione di un filo diretto tra consumatore e produttore

La promozione di iniziative come “La Spesa in Campagna” è fondamentale per consentire alle aziende agricole di dimensioni piccole di poter usufruire di un canale di vendita diverso e interessante. Tali iniziative non hanno uno scopo meramente economico ma si pongono come obiettivo anche la valorizzazione e l’adeguata informazione al consumatore sul prodotto che stanno acquistando. La possibilità di confrontarsi direttamente con l’operatore agricolo rappresenta per il consumatore un’opportunità ed una garanzia.

Il ruolo delle fattorie didattiche nell’educazione delle generazioni future

La società Naturissima da poco tempo è iscritta all’albo regionale delle fattorie didattiche e causa pandemia, ancora non è attiva in tale attività. L’obiettivo è realizzare un’accademia internazionale che si rivolge ai ragazzi diplomati e laureati, italiani e stranieri, per formarli e istruirli sulle tecniche di coltivazione e lavorazione di prodotti per la IV gamma in piana del Sele. Il progetto è sostenuto e imperniato sulla presenza di alcuni docenti universitari che si occuperanno della formazione e specializzazione dei partecipanti ai corsi.  In alcuni comparti agricoli la meccanizzazione e la digitalizzazione ha raggiunti livelli importanti per i quali è necessaria un’adeguata competenza.

Valorizzare e promuovere i prodotti tipici locali in rete

Il principio di aggregazione è conditio sine qua non per poter stare sul mercato ed essere competitivi con i prezzi. Qualsiasi location nel mondo, oggi, è raggiungibile in qualsiasi modo e mezzo e in tempi abbordabili per cui, avere un prodotto di qualità e la quantità necessaria per le forniture, rappresenta la condizione necessaria per aprire qualsiasi discorso commerciale. Un altro elemento indispensabile è raccontare il prodotto, rappresentare la sua qualità attraverso una comunicazione adeguata. Rappresentare la tipicità del prodotto non basta, è necessario raccontare la bontà dei prodotti e le straordinarietà del territorio di origine.

Prospettive e sviluppi del settore post pandemia

L’agricoltura italiana è molto eterogenea, sia a causa dei tanti comparti che la compongono e sia per le differenze geografiche e sociali che la contraddistinguono. All’interno della Next Generation Eu, e quindi nel PNRR italiano, l’agricoltura è molto coinvolta. Tali fondi possono rappresentare un rilancio serio e strutturale se ben spesi. Inoltre, avviando una riorganizzazione del settore attraverso una politica agricola nazionale incentivando fortemente la cooperazione, l’innovazione, la formazione specialistica e un potente piano di comunicazione e marketing potremmo ampiamente rilanciarci con tutti i comparti. Le aziende agricole di diversa dimensione e appartenenti a comparti diversi hanno peculiarità differenti per cui è necessario avviare una pianificazione radicale per far emergere tutti i loro punti di forza. Solo con questi propositi le prospettive future saranno ottimistiche e lo sviluppo futuro del settore sarà lusinghiero.